Ep.6 "L'uomo mutua" - This Is Not La Serie, Season 2

Nel lavoro serve pazienza. Con la famiglia serve pazienza.

Con il proprio amore serve (tanta) pazienza.

Insomma, nella vita serve sempre pazienza.

L’importante è non trasformarsi in pazienti.

In quel caso, la pazienza finisce.

(dalla puntata precedente)

Stavamo per assumere una bella faccia di bronzo.

L’uomo con più certificati medici della storia dell’INPS.

L’uomo da Guinness dei malati.

(sigla: mentre la ascolti, fai un balletto alla Rovazzi

(pubblicità: metti un po’ in carica lo smartphone?)


Preso: ecco le chiavi del motorino, ecco gli orari.

Ready, set, go!

Per 6 giorni, il consegnatore perfetto si rivelò un mago della logistica,

un campione di affidabilità, un luminare di gentilezza.

Tanto da guadagnarsi un contratto di 6 mesi.

Poi il settimo giorno, si riposò.

Per trasformarsi nel fantomatico UOMO MUTUA.

“This is not a sushibar, buongiorno!”

“Ciao, non sto bene. Mi metto in malattia.”


Se Superman indossa il costume da supereroe sotto la camicia,

l’Uomo Mutua ha il pigiama sotto la felpa.

Così da quel momento, zitto e mutua.

Di settimana in settimana, aumentarono i giorni di malattia.

(Quasi quanto i filler sulla faccia della Bertè)

Problemi alla schiena? Depressione? Caccole nel naso?

E chi ebbe mai notizie. Misteri della fede.

D’altra parte l’Uomo Mutua non conosce la lingua dei terrestri,

parla solo attraverso certificati medici.


Poi un giorno arrivò il bat-segnale.

L’Uomo Mutua era tornato in azione.


“Matteeeeeeee!”

“Raffaella, dimmi!”

“È qua! Sta facendo un casino incredibile!”

“Ma è pazzo?”


Un momentaneo ritardo sui pagamenti lo mandò su tutte le furie.

Potete togliergli i doveri, ma i diritti non si toccano.

Figurarsi lo stipendio.


Proteste, urla, polemiche.

L’Uomo Mutua si giocò tutti i suoi super poteri.

Addirittura inscenò un’aggressione subita, 

fingendo di cadere dalle scale e generando un tripudio di risate.

Una scena alla Stanlio e Ollio, da Oscar. 

Oggi sono passati 9 anni da quel giorno.

Ogni tanto ci chiediamo dove sia finito l’Uomo Mutua.

Avrà trovato lavoro come collaudatore di materassi o

starà mangiando libri di cibernetica e insalate di matematica?

Comunque ancora oggi lo ringraziamo.

Ci ha insegnato che le sconfitte sono all’ordine del giorno.

L’importante è non perdere mai la voglia di combattere la partita.

Anche perché stavamo per giocarci un’altra rischiosa sfida.

Che avremmo perso.


Ma questa è un’altra storia.

Anzi, è la prossima storia.

Perché il meglio deve ancora venire.


A mercoledì prossimo con “Chi mi ama, non mi segua.”



PICCOLO PS IMPRENDITORIALE

Lo stupore.

Certe persone sono terribilmente brave a darti un’impressione fingendo spudoratamente. Mi è capitato fortunatamente poche volte, ma ogni volta è stato un dolore incredibile, perché questo errore di valutazione inspessisce il cuore.

Ero stupito della facilità, della sfrontatezza, della banalità con cui questa persona ha conquistato la fiducia dei collaboratori per tradirla un secondo dopo.


E sono rimasto stupito di come non fossero disponibili allora dei meccanismi per disincentivare questi comportamenti, come se i contratti di lavoro servissero per evitare di lavorare.


La stragrande maggioranza delle persone si comporta con lealtà e onestà, ma il comportamento opportunista e disonesto di pochi, rende più difficoltose le relazioni di tutti.

Credo che serva imparare ad attrarre le persone giuste più che cercare qualcuno che ti risolva un problema. 

L’ansia di risolvere un problema rischia di portare una soluzione che genera un problema ancora più grosso.

Matteo


(Titoli di coda)

Questa storia è offerta da This Is Not A Sushibar, 
prossimamente il sushi delivery più grande del mondo.

A mercoledì prossimo, con "Chi mi ama mi segua"